La riabilitazione del legamento crociato anteriore nella Fisiosport

Per chi pratica sport come il calcio, il basket, che sono a impatto, è più facile che si procurino la rottura del legamento crociato anteriore (LCA).

Solitamente i sintomi della rottura del legamento crociato anteriore sono dolore molto violento e gonfiore, e di conseguenza si riscontra una seria limitazione funzionale. Questi sintomi naturalmente variano da paziente a paziente.

Prima di passare alla fisioterapia vera e propria il paziente si deve rivolgere al medico che deve effettuare una diagnosi, il quale eseguirà i test necessari per valutare la stabilità passiva del ginocchio.

In questi casi si esegue la risonanza magnetica (RMN), che serve per vedere se ci sono ulteriori lesioni, ad esempio, al menisco.

Quando si parla di rottura del legamento crociato anteriore c’è anche l’alta probabilità che ci sia bisogno di intervenire chirurgicamente. In sostanza ci sono due opzioni, ovvero, o si intraprende un percorso più conservativo o, come abbiamo appena potuto vedere, si deve eseguire l’intervento chirurgico. Questo però dipende da diversi fattori, prima di tutto il medico dovrà constatare il livello della lesione del legamento crociato anteriore; l’età del paziente; e anche il suo livello di attività sportiva.

Dopodiché in base alla diagnosi verrà indicato un preciso ciclo di riabilitazione.

La riabilitazione del legamento crociato anteriore che viene eseguita dopo aver subito la ricostruzione del legamento, può avere inizio o già dalla seconda giornata in ospedale, oppure a domicilio.

A seconda del medico viene poi consigliato o meno un tutore nel post-operatorio. Solitamente l’uso delle stampelle viene continuato per circa un mese.
Poi sarà necessario proseguire la riabilitazione per recuperare in maniera completa, naturalmente secondo i modi e i tempi necessari che cambieranno da paziente a paziente.

La riabilitazione del legamento crociato anteriore viene affrontata in diverse fasi. Generalmente dopo aver subito un intervento chirurgico, la prima fase è caratterizzata dal controllo del gonfiore e dal recupero dell’articolarità. Per riacquistare la forza della gamba si interviene con degli esercizi che sono mirati a determinati muscoli come i quadranti d’anca, e il gluteo che aiutano appunto a camminare.

Per passare alla fase successiva della riabilitazione del legamento crociato anteriore si deve superare prima il test isocinetico, ovvero, si tratta di un test che serve a verificare i valori di forza e resistenza del paziente. Queste misure vengono poi messe a confronto con l’arto sano. Così facendo il medico riesce a capire con più chiarezza che tipo di percorso di recupero il paziente dovrà affrontare, e anche per verificare i progressi ottenuti. In questo modo, quindi, il medico sarà in grado di prescrivere al paziente degli esercizi più mirati per la riabilitazione del legamento crociato anteriore.

Una volta superato il test isocinetico, si effettua in parallelo un altro test che riguarda la soglia metabolica che analizza lo stato di salute del paziente. Questo test in specifico esamina la frequenza cardiaca di soglia lattacida. Dopodiché si passa alla fase successiva, sempre per quanto riguarda il recupero della gestualità sul campo.
Contemporaneamente deve essere effettuato anche il test di analisi del movimento (MAT).

Questo tipo di test è stato ideato proprio per stabilire gli schemi motori in pazienti che hanno appunto subito infortuni agli arti inferiori, con problemi al ginocchio. Quindi in questo modo è possibile valutare se il paziente è pronto per ritornare a praticare lo sport, riducendo così il rischio di nuovi infortuni. Effettuando questo tipo di test è possibile completare la terapia di guarigione.

Il paziente si potrà dire guarito solamente dopo che avrà recuperato il 100% della forza.

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